E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 37/2026 “Disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento” che introduce monitoraggio e controlli più puntuali e strutturati sugli affidamenti, andando a modificare la legge 4  maggio  1983,  n.184 e introducendo i nuovi articoli 5 – ter e 9 – bis. 

La riforma si compone di 3 articoli ed è volta al potenziamento della protezione dei minori, al fine di garantire il rispetto del superiore interesse del minore e andando a prevenire situazioni di collocamento improprio presso istituti.

Principalmente le grandi novità sono due:

  • l’introduzione di due nuovi registri all’interno della legge n. 184/1983 per monitorare i percorsi di affidamento (art. 1);
  • l’istituzione di un Osservatorio nazionale (art. 2). 

I due nuovi registri sono previsti dall’art. 1 della L. 37/2026 e vengono introdotti quali strumenti di monitoraggio:

  • Registro nazionale: è istituito presso il Dipartimento per le politiche della famiglia e raccoglie su base provinciale il numero dei minori collocati presso famiglie affidatarie, nelle comunità di tipo familiare e negli istituti di assistenza sia pubblici sia privati. La concreta modalità di gestione è demandata a un decreto ministeriale da approvare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.
  • Registro dei minori: è istituito presso ogni Tribunale per i minorenni e ogni Tribunale ordinario. Sotto la responsabilità delle cancellerie, conterrà un capitolo per ogni minore in affidamento con annotazioni su:
  • estremi e tipologia dei provvedimenti di collocamento presso una famiglia affidataria, ovvero presso una comunità ovvero presso un istituto di assistenza;
  • eventuali collocazioni protette o interventi della forza pubblica;
  • provvedimenti sugli incontri con i familiari, anche in forma protetta;
  • revoche/modifiche del collocamento;
  • eventuali bisogni speciali del minore.

L’obiettivo è superare definitivamente il ricovero in istituto garantendo una tracciabilità precisa di ogni percorso individuale. 

Con l’articolo 2 la legge 37/2026 istituisce l’Osservatorio nazionale sugli istituti di assistenza, sulle comunità e sulle famiglie affidatarie che avrà il compito di:

  • analizzare i dati del Registro Nazionale;
  • effettuare segnalazioni alle autorità competenti di eventuali collocamenti impropri;
  • promuovere ispezioni e sopralluoghi;
  • presentare una relazione annuale sull’andamento degli affidamenti.

Considerazioni conclusive

La riforma rappresenta un’evoluzione verso la centralizzazione delle informazioni all’interno di un settore che risulta spesso frammentato tra competenze regionali e autorità locali. L’introduzione di registri puntuali e di un Osservatorio mira ad evitare il rischio che l’affidamento temporaneo si trasformi in una sorta di “abbandono di fatto” o che abbia una gestione diversa in base al luogo in cui viene disposto.

Rimangono tuttavia aperte delle sfide tra cui le situazioni in cui l’affido, durando per anni, finisce per configurarsi di fatto come una sorta di adozione ed il rischio che un monitoraggio così capillare si traduca in un peso amministrativo eccessivo.

L’obiettivo auspicato è un’evoluzione dell’attuale disciplina verso una riforma organica che sappia unire l’efficienza dei dati alla necessaria attenzione umana nei confronti delle fragilità dei minori in situazioni di difficoltà.

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